Giustino Batti -Figlio di un Comunista-

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Sono figlio di operaio, sono di sinistra, per mio conto mi ritengo progressista e riformista ed europeista, ideologicamente comunista e fermamente antifascista ma anche cattolico praticante. Probabilmente in Italia partitica-mente sono ben rappresentato dal solo vuoto cosmico, dubbi ed incertezze si insidiano perfettamente durante il periodo elettorale. Negli ultimi anni ho osservato attentamente la classe politica italiana sia a livello nazionale che a livello locale, anzi in questo ultimo caso mi verrebbe voglia di cambiare aria per non dover giustificare il perché non voto l’amico, ma soprattutto il parente che offre i suoi servigi a destra o i nei neo enfant prodige ultra quarantenni della politica Italiana o anche con i cinque stelle o stalle. Come si può vedere sono allergico per usare un eufemismo ai vari populismi emi preoccupato di nascenti sovranisti di destra Lega e FdI; ecco perché mi sono fatto attrarre da un anno a questa parte da “Azione”, il partito di Calenda a cui mi sono iscritto. In questo movimento trovo ci sia competenza, coerenza e buona qualità dei sui rappresentanti, già, però il fatto che lo stesso Calenda lo definisce movimento (ora va di moda questo termine) mi fa storcere il naso e mi fa essere comunque sempre critico. Purtroppo aspetto il nuovo messia che riunisca con il suo modo di fare il popolo e i compagni di sinistra dispersi ormai qua e là, in un partito unitario moderno e pensante ma trovare un altro Berlinguer la vedo alquanto dura. Ad esser sincero quest’ultimo più che visto ne ho sentito il profumo nei discorsi di mio padre, visto che alla sua prematura morte io avevo solo 2 anni; ma se la qualità di una persona e di un politico si vedono alla fine del viaggio, chi più di questo uomo mite ha raccolto al suo funerale quasi 2 milioni di persone? Una mosca bianca in una politica di un’altra era che ha saputo fare del PCI un partito di sinistra europeo, rappresentando a detta di molti la coscienza critica del regime comunista estremista dell’URSS.

Dopo questo amarcord sul mio ideale politico da “Palombella Rossa”, spero che  illampione.it possa portare, grazie all’energia e capacità delle persone che ne fanno parte, lo spirito della sinistra vera, quella delle unità di idee. La politica locale come detto, non mi è mai piaciuta, poiché legata a mio parere a troppi clientelismi, ma credo che questo mio modo di pensare sia stato estremamente errato, sono io che mi devo impegnare per la mia società, per rompere, per spezzare tutto questo, per non lasciare i miei concittadini e la società più debole ad appannaggio dei populismi. Credo che illampione.it debba concretizzarsi in questo, sul come fare non è facile, potremmo iniziare coinvolgendo la società civile soprattutto i giovani in attività culturali, teatro, musica, centri di dialogo dove le persone possano parlare liberamente o dove proiettare film (questo naturalmente dopo la fine della Pandemia che dovrà pur finire). Dobbiamo attivare la coscienza ormai immersa e bombardata da una miriade di notizie inutili dei social, dobbiamo avvicinare le persone, sono loro i pilastri, dobbiamo invogliarli all’importanza della politica per lo sviluppo personale e mentale. La cultura è l’unico progresso sociale, è comunità. Le nostre piccole realtà ci permettono di aprire la mente, di accettare quello che a torto vengono chiamati diversi, ma che per me sono un’opportunità di crescere e di costruire una comunità moderna. Facciamo scoprire o riscoprire a tutti il valore del bene pubblico, del bene comune, i nostri territori, curiamo l’ecosostenibile, le strutture scolastiche a norma, abbiamo isolato i nostri figli giustamente per paura del virus, ma in zone altamente sismiche come le nostre dovremmo chiedere lo stesso grado di protezione ai nostri sindaci per le strutture pubbliche. Quante persone hanno le più svariate istanze almeno solo da porre e non hanno nessuno che li ascolti? Se non ci allontaniamo dal territorio e stiamo tra la gente ad ascoltare i problemi della nostra terra forse una via di uscita c’è. Cerchiamo di fare anche poche cose ma concrete e coerenti con i nostri ideali, so che possiamo dare tanto perciò è ora di darci una mossa.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”