Gaetano Cutolo –  M.F. non disperare

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M.F. è un signore sui sessant’anni, brevilineo agile ed “Avvezzo Rivoluzionario”. La politica ce l’ha nel sangue, basta guardare i suoi occhi e il suo gesticolare quando parla della propria città, di chi la governa, di chi l’ha maltratta ed ancora oggi non si capacità del perché il suo Sindaco sia un seguace Leghista con tanti difetti e poche qualità. Con un palmo di naso M.F. mi racconta con dovizia di particolari di come colui che doveva rappresentare la città (anche coloro che dicono di no), non lo abbia fatto, anzi si è permesso di schernire in maniera subdola i suoi cittadini. Durante quel comizio ci hanno rilegato in quell’angolo lì, la polizia ci circondava, noi volevamo solo dissentire in maniera pacifica. Quando il suo alterego si è irriso di noi chiamandoci “Pulci Rosse”, lui cosa ha fatto? Si è messo a ridere senza vergogna. Beh, con M.F. ci siamo scambiati altri concetti più o meno profondi, con qualche sorriso ma in effetti la discussione è finita lì.

M.F., ti volevo dire di non disperare, certo ti capisco quando mi dici che preferisci passare il tuo tempo con i tuoi nipotini ma non ci credo che ti sei arreso. Tornato a casa volevo mandarti un messaggio su fb poi sfogliando la tua pagina mi sono fermato su un tuo post. Forse la casualità ma non credo, ha voluto che contemporaneamente stessi preparando quest’articolo sul “Discorso all’umanità” di Charlie Chaplin. Lo dedico a te, perché anche se mi hai detto di no, il tuo contributo lo hai donato lo stesso. Grazie M.F.

    Ci voleva la pubblicità di un noto caffè di un’azienda Torinese a ridestare in molti la voglia di un mondo ragionevole. Aldilà del fatto, se sia o no giusto, creare, associare, connettere questo messaggio positivo alla marca di un caffè; di sicuro una cosa è certa Il monologo di Charlie Chaplin da “Il grande dittatore” oltre ai contenuti sempre attuali ci fa capire cosa vuol dire il potere delle parole.  The Great Dictator,  un film satirico contro il fascismo, un capolavoro della storia del cinema dove la scena del mappamondo è una di quelle che restano in maniera indelebile nella memoria di chiunque abbia visto il film almeno una volta nella vita.  Chaplin finita la guerra dichiarò: “Se avessi saputo com’era spaventosa la realtà dei campi di concentramento, non avrei potuto fare Il grande dittatore; non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida dei nazisti”  infatti uscì in un momento della Seconda Guerra Mondiale in cui le potenze globali erano in procinto di entrare nel vivo dello scontro bellico e i campi di sterminio stavano agli esordi ragion per cui Charlie era all’oscuro delle nefandezze di Hitler. Ecco a voi la traduzione dell’intero discorso all’umanità:  Ci voleva la pubblicità di un noto caffè di un’azienda Torinese a ridestare in molti la vogl

«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette.

Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone.

Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore.

Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera.

Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo.

Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!» 

“E' la normalità la vera rivoluzione.”