Giustino Batti – #Populistivirulenti

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Alle prese con una pandemia globale per la quale si attende speranzosi la fine, in Italia ormai da una decina di anni ma soprattutto negli ultimi cinque la politica combatte contro il virus del populismo di cui si stenta a trovare la cura.

Già il Berlusconismo aveva sdoganato i peggiori istinti del popolo e soprattutto a quell’epoca della “massa mediatica” attraverso la TV. Tutto sembrava possibile e la sinistra inerme vedeva perdere sempre più forza, con la crisi economica del 2008 e con Silvio che nel 2010 lascia e ci lascia beffeggiati dalle inequivocabili risatine della Merkel e di Sarkozy.  Credevo che i nostri rappresentanti politici, i nostri compagni ne avessero tratto una lezione e che avessero trovato un vaccino.  Gli spifferi erano alle porte, qualcuno doveva rappresentare i lavoratori, la classe media, gli imprenditori, semmai parlando chiaro alle categorie che andavano sempre più impoverendosi causa i problemi endemici del nostro paese, Chi dei nostri compagni aveva la capacità know-how per far questo? La risposta è nessuno, ci siamo visti travolgere dalla nuova armata Brancaleone dei Populisti a Cinque Stelle, ben accompagnati dalla destra estrema di cui oggi  Lega e FdI ne sono degni rappresentanti; il populismo in politica nasce per  accogliere le istanze del popolo dei meno abbienti ed in se per se è cosa nobile, ma in Italia è diventato un virus non letale ma che ha debilitato la politica. Parliamoci chiaro: i Cinque Stelle dopo una prima ventata di nuovo che avanzava, promotori anche di iniziative civiche e di rinnovamento si sono persi nel più becero populismo. Ricordiamoci che lo stesso Grillo voleva partecipare alle primarie del PD nell’allora 2009, bistrattato, bollato come comico confuso, come il pagliaccio di Berlusconi, invece che essere veicolato in un Partito di Sinistra fu abbandonato. Oggi il Movimento Cinque Stelle è una creatura nuova, un BLOB, citando WIKIPEDIA: “Una massa priva di forma e di consistenza”. Analizzandoli non hanno di fatto alcuna elaborazione del fare politica. Tutto poi si è trasformato, degenerato e sfuggito anche di mano al fondatore. E’ risaputo che chi si proclama né di destra, né di sinistra, è di destra; reprimono le istanze di sinistra poiché spesso impopolari vedi ius soli, sterilizzano le unioni civili, rifiutano il problema dei migranti, si dichiarano anti-establishment, sono contro le direttive dell’UE, tutto questo sempre all’insegna del complottismo e dell’onestà. Purtroppo per la maggior parte di loro l’incompetenza è confusa con l’onestà; chi lo nega fa ancora presa sul popolo , quello stesso popolo a cui viene detto falsamente che è tutto semplicemente possibile che il futuro con loro sarà radioso che delle regole europee si può fare a meno. Possono anche idolatrare una legge come il Reddito di Cittadinanza che ha fallito nel suo intento, quello di dare lavoro ai più giovani. Volevano abolire la povertà ma che è in effetti hanno solo aumentato l’assistenzialismo, unitamente alla boiata leghista di quota 100 non hanno risolto i problemi del welfare. Hanno solo influito sui conti pubblici di uno stato già con l’acqua alla gola, questo quindi è solo populismo propagandistico, è ora forse e lo era già da tempo, Non ci resta che gridare alle persone ad una plausibile, dargli semplicemente la cura.  La cura è nell’informazione che con la cultura ed il lavoro ci eleva socialmente, ascoltare tutti, poiché oggi con la tecnologia che abbiamo possiamo arrivare a tutti (i populisti lo fanno) e tramutare in azioni e fatti concreti tutto questo ascoltare. Capire dove andare, semplicemente così creiamo gli anticorpi contro il populismo. Penso che i molti che votavano a sinistra passati poi ai Cinque Stelle, ormai logori, disillusi, attendono da troppo l’antidoto per essere liberati.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”