Gaetano Cutolo – Comunque la storia è ancora da scrivere.

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È un esercizio intellettuale molto difficile (almeno per il sottoscritto), spiegare la genesi di questo blog ma tuttavia è necessario, non per prendere le distanze da taluni individui disfattisti ma a lenire i piccoli tormenti che mi porto dentro e che ogni tanto hanno bisogno di pozioni nepenti. Qui da noi, impegnarsi per la cosa pubblica, dal condominio a salire su, ha sempre un sentore di losco, di oscuro, di disonesto. Come non biasimarli, troppe volte hanno assistito all’involuzione di coloro che li rappresentano, troppe volte si usa la polis per percorsi di avanzamento professionale che non hanno nulla che vedere con i bisogni della gente. A sostegno di questa tesi ci vengono in aiuto quegli amministratori che della politica fanno il loro mestiere (per campà hannâ fa politica) e sia ben chiaro sto parlando della parte virtuosa non intendo parlare di coloro che rubano per donare a se stessi. In quest’ottica abbiamo assistito ad una serie di primi cittadini, consiglieri regionali e man mano che si sale la scala gerarchica, governanti che hanno usato il loro mandato come un trampolino di lancio. Questo modo di fare ha portato questi ultimi a limitarsi a gestire l’ordinario senza imprimere in alcun modo sulla qualità della vita dei propri cittadini.  Quando espongo a qualche interlocutore titubante, scettico e disincantato il progetto de il Lampione.it mi trovo in estrema difficoltà nonostante sia sicuro della bontà del contenitore e mi tocca ogni volta capire il contesto, cioè tutto ciò che mi circonda perché talune risposte mi sembrano a dir poco evasive. E devi guardarlo e capirlo con occhi nuovi ed ogni volta turarti il naso capendo in anticipo dove vogliono andare a parare. Quindi sistematicamente accantono la mia idea di politica e torno ad occuparmi della mia quotidianità, spettatore passivo delle distorsioni della politica locale e nazionale per non parlare del lato “left” di cui con il passare degli anni senza mai nascondere le mie incertezze ne ho depauperato gli interpreti per farne miei i principi fondamentali. Questo blog è una mia risposta a tutto questo. Niente di nuovo all’orizzonte (di sicuro qualcuno obbietterà), sono anni che a Sinistra cerca di riflettere, ponderare, valutare, parlare in modo astratto di quello che potrebbe essere ma non lo è. Ho pensato di bypassare questo tipo di problematica mettendo al centro del dibattito la “Gente Normale”, quelle persone che si alzano la mattina presto, vanno a lavoro, accudiscono i figli, studiano o cercano di farlo con tutte le soddisfazioni e frustrazioni annesse. Il Lampione.it non vuole essere una fabbrichetta del consenso, non è un giornalino degli ex alunni della 3^ C, non vuole in alcun modo risvegliare vecchi dinosauri che la selezione naturale ha oramai estinto. Vuole essere più modestamente un piccolo scrigno, un contenitore di esperienze, idee, modi di vedere che aiutino solo a riflettere sulle cose che ci circondano. Mio malgrado mi sono imbattuto e sto ancora incrociando persone che della politica ne fanno un’opportunità privata. In che modo lo fanno? I meno furbi, si dichiarano al di sopra, vogliono prestare i loro servizi in nome di un’autorità maggiore chissà da chi conferitagli. Altri invece, i più subdoli, dicono di far parte del progetto, spalancano finestre, aprono corridori, ti sorridono, ti ringraziano e ti dicono che alla prima occasione giusta ti daranno il loro contributo. E tu che fai, aspetti, aspetti all’infinito Godot. Poi ti accorgi dell’insensatezza dell’attesa, dell’oblio misericordioso a cui sei sottoposto, dove fatichi a comunicare con chi dovrebbe essere con te, ognuno è solo. Samuel Beckett lo avrà vissuto sulla sua pelle, ne ha fatto un libro che merita di essere letto e riletto ma io non ci sto. Io non ci sto a queste dinamiche, ci vorrà pazienza e per dirla alla Zucchero bisognerà camminare tanto che poi i piedi mi faranno male. Comunque la storia è ancora da scrivere.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”