Gaetano Cutolo – Una Repubblica a metà

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Il 2 Giugno 1946 gli italiani idonei al voto vennero chiamati a pronunciarsi dopo venti anni di dittatura fascista su un referendum istituzionale: conservare la monarchia o adottare la repubblica. Con un risicato margine 12.182.000 voti contro i 10.362.000, ebbe la meglio l’istituto repubblicano. Questo risultato che supera di poco la stretta misura necessaria, evidenziò l’esistenza di due Italie: al Nord la Repubblica, al sud la Monarchia. Il 2 giugno fu anche la data dove vennero eletti i membri che avrebbero preso parte ai lavori dell’Assemblea Costituente. La Costituente si riunì il successivo 25 giugno 1946 e si sciolse solo dopo aver portato a termine la stesura della Costituzione Repubblicana. Da quel momento in poi l’Italia si allineò alle democrazie occidentali. Molti di quelli che avevano votato Repubblica, lo aveva fatto per punire un Re che aveva accettato il fascismo, subito la guerra, e poi era fuggito lasciando il paese al proprio destino. Quel puro e profondo odio contro il monarca fu l’ago della bilancia che portò alla scelta della Repubblica. Certo non è il più nobile dei sentimenti ma la vendetta esiste, potremmo leggerla come una ritorsione contro un insincero ma la solfa è la stessa. Provo ad immaginare coloro che propendevano per la repubblica, allo sfogliare dei dati avranno sudato sette camice, forse erano in preda a palpitazioni, brividi, forse in balia di una sindrome vagale. Dall’altro lato Umberto, ringalluzzito da dei numeri insperati pregustava il trionfo con annessa sfilata per le vie di Torino.  Poi il sorpasso con i voti del Nord, ancora oggi qualcuno per vari motivi mette in dubbio la correttezza di quel conteggio. La prima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1947, oggi la celebrazione in tempo di COVID-19 sarà all’insegna della sobrietà, prevista l’alzabandiera all’Altare della Patria, l’omaggio del Presidente Mattarella al Milite Ignoto, l’Inno di Mameli ed infine l’apertura delle porte del Quirinale. Ci saranno solo le Frecce tricolori nel cielo di Roma, niente parata delle forze armate lungo i Fori imperiali . Ogni anno in televisione guardiamo la celebrazione spesso commuovendoci forse quest’anno ancor di più. Ma non posso fare a meno di riverberare quell’Italia così attuale, divisa in due che stenta ad essere una Repubblica unita.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”