Pinco Pallo, il Parco Nazionale del Vesuvio e le persone di buona volontà

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Voglio oggi parlare di sogni e di poche persone di buona volontà, non vi nascondo che lo faccio con una certa apprensione sperando che escano i giusti termini da questa mente ammassata di idee, qualche dubbio e tanti interrogativi. Una vicenda che inizia spulciando qua e là su internet in cerca di risposte su come sia possibile dopo tanti proclami, perdere (e spero di sbagliarmi) un’occasione per un rilancio ecosostenibile del turismo all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio.

La pandemia da coronavirus ha modificato in profondità i comportamenti di tutti noi, le restrizioni che ne sono scaturite a colpi di D.P.C.M. e Ordinanze hanno ridotto i viaggi a lungo raggio ed è aumentato la domanda per gli spostamenti nella stessa regione e le vacanze a pochi chilometri dalle proprie abitazioni. In questo contesto sarebbe plausibile salvare il salvabile e rendere usufruibile ed appetibile il prodotto Vesuvio anche in ottica post-COVID quando tutto ritornerà alla normalità. Inizio questo mio viaggio virtuale fatto più tappe immedesimandomi nel turista Pinco Pallo. Pinco Pallo vive ad Ottaviano, egli ha la montagna a due passi, potrebbe entrarvi come e quando vuole, non gli mancano le scorciatoie e conosce tutti i sentieri sterrati o quel che ne rimane ma ha deciso però di fare le cose a regola d’arte. Per prima cosa si collega con il suo smartphone al sito istituzionale del Parco Nazionale del Vesuvio o meglio inserisce sul motore di ricerca Google la dicitura: “Parco Nazionale del Vesuvio”. Oplà ecco fatto, il sito non si trova in testa all’elenco del motore ma non importa (forse dovrebbe) fa lo stesso. Pinco, vuole delle info sulla sentieristica, entra nella sezione dedicata e già incomincia a storcere il naso e prova disagio quando le cose non sono a posto come dovrebbero essere. Su 11 sentieri potenzialmente disponibili ben 5 non sono fruibili perché si trovano a vario titolo in fase di manutenzione. Mentre scrivo il silenzio della mia stanza viene interrotto dal suono di una sirena di Ambulanza che passa veloce sulla stradina di fronte alla mia abitazione. Un senso di tristezza prende il sopravvento ed il primo pensiero va a colui o colei che si trova in quell’ambulanza, forse un malato COVID, forse no, ma mi ha portato per adesso a non parlarvi del viaggio virtuale di Pinco Pallo ma di scribacchiare qualcosa di positivo su chi ci crede e fa dell’ecosostenibilità, del rispetto dell’ambiente, della natura, una priorità ineludibile su cui lavorare per migliorare la vita di noi abitanti dei 13 Comuni Vesuviani e non solo. (Riprenderemo in futuro ed approfondiremo le disavventure di Pinco Pallo). Un nome: Ciro Teodonno, docente di lingue e letterature straniere, giornalista pubblicista, blogger e guida turistica. Attivista nei movimenti per la difesa dell’ambiente, in particolar modo per quel che concerne il Parco Nazionale del Vesuvio. Presidente della Commissione campana Tutela Ambiente Montano del CAI e assiduo frequentatore delle nostre montagne e combatte scrivendo e denunciando le mancanze degli amministratori e degli abusivi del Parco, pubblicizzando uno sviluppo legato alle nostre radici e non a quelle di una promozione sterile di un contesto che gradualmente sta scomparendo anche a causa di dovrebbe invece proteggerlo. “Per capire il lavoro di Ciro basta andare su vesuvionews.it. In un Post Ciro scrive: “Questa è l’accoglienza riservata ai turisti a quota 800 sul Vesuvio, munnezza e bagarini, disservizio e coercizione, questa è l’immagine che offriamo al mondo. Non bastano i concertini e le inaugurazioni a cambiare lo stato delle cose, quelle servono per buttare fumo negli occhi; per ridare dignità alla nostra terra ci vogliono cognizione di causa e onestà intellettuale, tutto il resto viene da sé”. Parole di coraggio, parole di denuncia, parole condivisibili, parole che invitano alla partecipazione.

Poi un’altra bella notizia proveniente dal mondo dell’associazionismo parliamo di “Plastic Free Onlus Campania” un’associazione di volontariato nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Sul nostro Vesuvio sono arrivati il 4 Ottobre e come un’onda blu decine di ragazzi sul sentiero N°7 Vallone della Profica hanno ripulito il terreno con un lavoro encomiabile; chili e chili di guaina che ricoprivano fili in rame rubati da malfattori. La plastica raccolta è stata poi presa in carico dagli operatori del Comune di San Giuseppe Vesuviano che aveva patrocinato l’evento.

Esempi di Civismo, esempi di un certo modo di arguire e di agire, risorse che vanno potenziate e non obliate. Noi de illampione.it parleremo spesso del nostro Vesuvio e dei suoi protagonisti perché crediamo fermamente che solo attraverso una sua valorizzazione si possano creare i presupposti per un percorso virtuale che porti al riscatto del nostro territorio. Pinco Pallo vi rimanda alla prossima, vi racconterà le sue disavventure per far chiarezza o porsi altre domande.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”