Top sinistram, un j’accuse su quello che appare e quello che è in essere.

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Le ultime vicende riguardanti Angelo Becciu, hanno portato finalmente il clero ad attribuirsi degli obblighi svegliandosi dal torpore (almeno così sembrerebbe). La trattazione sarà tutt’altro che distratta, sarà più che altro un’analisi personale, un j’accuse spicciolo e sarcastico alla società e alla politica tutta nell’avere ignorato il ruolo di questo Papa. Papa stereotipato come la massima carica religiosa che bisogna ascoltare ma non seguire. Nelle sue parole e nelle sue opere non si aspira alla salvezza dell’anima ma alla salvezza e all’esaltazione dell’individuo come essere che accoglie l’altrui e protegge ciò che ci circonda.

 Aspettavo dalla sinistra progressista un salvatore ma non immaginavo che le mie aspirazioni fossero così tanto protese verso gli assesti celesti. Egli è Papa per la religione Cristiana, fratello nella vita quotidiana e compagno nella vita politica. La verità è che Jorge Mario Bergoglio non finisce mai di stupirmi e penso che pur con tutte le sue contraddizioni dovrebbe essere di ispirazioni a laici e non. Con la sua elezione la chiesa ha rimesso al centro (dove doveva stare), gli ultimi, immedesimandosi alla perfezione con realtà che la circonda. Tutto questo non lo si può negare, come non si può negare che tutto ciò sia dovuto a Papa Francesco ed ancora prima l’emerito Joseph Aloisius Ratzinger. Il Nome Omen credo sia giusto; non amo i protagonismi, gli uomini soli al comando, credo più nelle istituzioni, nelle comunità ma in questo caso si deve dare risalto alla figura che ha sferzato umilmente, con fermezza e forza, la nostra società opulenta. Egli ha reso protagonista non se stesso ma i temi di cui si occupa, temi di cui la politica che amo si dovrebbe occupare. Lasciamo stare (per una volta) i dinieghi clericali che ne minano le sua fondamenta e che in primis sono volte a osteggiare per proprio conservatorismo questa istituzione papale. Papa Francesco I, contribuisce nei fatti e nelle parole alla risoluzione di problemi reali; in questo è un precursore. Solo chi è miope non lo vede. La sua seconda enciclica: “Laudato sì” nell’ormai lontano 2015, era tutta incentrata sui temi ambientali e poneva madre Natura, la Terra, e l’ambiente al pari del divino, tanto da risultare per qualcuno blasfemo. Oggi temi come l’ecologia, eco sostenibilità e pensiero green sono basilari per la sinistra italiana, europea e mondiale. Tuttavia quando una bambina (Greta Thunberg) appena un anno fa ha trasformato queste istanze in un evento mediatico, il prospetto è ritornato in auge. Se avessimo dato ascolto a quelle preghiere appena sussurrate, invece di essere irrispettosi e tracotanti, forse le cose sarebbero cambiate. Abbiamo lasciato che l’amazzonia bruciasse, che lo sfruttamento del carbone e della plastica dilagasse, amplificando così il cambiamenti climatici e favorendo così l’immigrazione dei popoli, perché esiste anche un immigrazione dovuta al clima non solo alle guerre. Abbiamo eroso e rubato sempre più gli spazi naturali senza rispetto per gli esseri viventi, gli animali che ci vivevano, virus letali come quello che da ormai un anno ci tormenta. Rimanendo nei nostri confini la domanda è: “Quanti dei nostri comuni hanno cambiato modo di pensare ad una città ecosostenibile? Quanti dei nostri Comuni hanno rivisto le regole per non sprecare beni essenziali quale l’acqua? E le periferie? Citando lo stesso Papa in un suo famoso discorso a Scampia nella nostra Napoli 2015, disse quello che nessun politico osa dire: “La corruzione puzza, la società corrotta puzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”.

Ora Il Santo Padre produce la sua terza enciclica: “Fratelli Tutti” per buona pace dei sovranisti mondiali e locali. La sua opera prosegue: esplorando come ha sempre in chiave religiosa e civica la questione migratoria. In una sola opera spazza via e da soluzione a quello che da un anno è più il nostro governo non è riuscito o meglio non ha voluto fare, abbattere i decreti sicurezza o meglio insicurezza. Francesco I da soluzioni non fa voli pindarici, sa che la questione migratoria è un’opportunità. Chi vuol fare passare un messaggio diverso si sbaglia. Bisogna integrare e non alzare muri, bisogna aprire corridoi umanitari, proteggere i minori e dargli accesso all’educazione scolastica, promuovere la cittadinanza per chi è nato da genitori stranieri ma studia e cresce qua in Italia. Una nazione non la si possiede ma la si costudisce se la si vuole veramente bene.

L’altra faccia della medaglia vede altissimi prelati entrare prepotentemente nella Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, l’INPS sottoscrive un protocollo con la Caritas Diocesana per l’apertura di sportelli aperti al pubblico nella gestione dei fondi e bonus bebè e assegni per gli asili nido, infine l’uscita dello Samaritanus bonus una vera e propria scomunica per i parlamentari che sostengono la legge sull’eutanasia. Non vorrei che il risveglio di Papa Francesco sia il preludio di un paese secolarizzato incapace di reagire e che abbia nel Pontefice una giustificazione in tal senso.

Le parole provocatorie fin qui espresse sono volontariamente in contraddizione, sono parole di rabbia indirizzate a quella sinistra cieca che è incapace di politiche sociali degne di uno stato laico e che subappalta il welfare alla Chiesa Cattolica. In uno stato laico: la salute, l’istruzione, l’aborto, l’assistenza agli anziani, l’eutanasia, sono questioni che non dovrebbe accettare le ingerenze del Vaticano e che la nostra classe politica dovrebbe respingere con fermezza. Perché la laicità è garanzia di democrazia e di pari diritti per tutti.

“E' la normalità la vera rivoluzione.”